È la responsabilità di trasmettere la fede oggi il filo conduttore del Consiglio Episcopale Permanente della CEI, riunito a Roma dal 21 al 23 settembre sotto la guida del Cardinale Presidente Matteo Zuppi. Un confronto che ha attraversato diversi ambiti della vita ecclesiale e sociale, a partire dall’invito di Papa Leone XIV a essere comunità «più libere di annunciare Cristo».
Il primo tema riguarda proprio l’annuncio del Vangelo. Per i Vescovi non può rimanere una dichiarazione astratta, ma deve tradursi nella vita concreta delle comunità, attraverso vicinanza, ascolto, formazione e accompagnamento. Al centro vengono indicati la Parola, la preghiera, l’Eucaristia e una rinnovata cura dell’iniziazione cristiana, con particolare attenzione agli adulti e a quanti si avvicinano nuovamente alla fede.
Accanto all’annuncio, il Consiglio ha richiamato la necessità di tornare a pensare, promuovendo una fede capace di confrontarsi con le trasformazioni culturali e di rendere ragione della speranza cristiana. Una fede pensata e vissuta che, secondo i Vescovi, è chiamata a incidere anche negli ambiti della scuola, della sanità, del lavoro, della cultura e della vita pubblica.
Un passaggio importante ha riguardato poi il Cammino sinodale delle Chiese in Italia e la riforma delle strutture ecclesiali. Il Consiglio Permanente ha deciso di avviare un percorso di riflessione sulla possibile riforma dello Statuto della CEI, mentre le Chiese locali saranno coinvolte nel lavoro di verifica e discernimento sulle pratiche sinodali in vista degli appuntamenti ecclesiali del 2027-2028.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai sacerdoti, alla loro vita e alle fatiche del ministero. Fraternità presbiterale, corresponsabilità con i laici e ascolto diventano dimensioni fondamentali per sostenere la vocazione e costruire comunità vive. In questo contesto si colloca anche l’incontro del clero italiano con Papa Leone XIV, previsto a Roma l’11 e 12 dicembre.
Lo sguardo dei Vescovi si è quindi allargato alla situazione internazionale, con il richiamo all’urgenza di una «pace disarmata e disarmante», da perseguire attraverso il contrasto alle ingiustizie, la fine della violenza e il sostegno al dialogo. Il Consiglio ha collegato questa prospettiva a due importanti anniversari: gli ottocento anni dal transito di san Francesco e i quarant’anni dall’incontro interreligioso di Assisi del 1986.
Tra le altre questioni affrontate, la responsabilità educativa verso le nuove generazioni. Famiglia, scuola e comunità cristiane sono chiamate a offrire ai giovani, adulti capaci di ascolto e accompagnamento, salvaguardando il tempo dello studio, del confronto e della costruzione del senso critico. Anche la tecnologia e l’intelligenza artificiale, sottolineano i Vescovi, devono essere poste al servizio della crescita della persona, senza perdere il ruolo insostituibile degli insegnanti.
Il confronto ha riguardato inoltre la cura della persona nel fine vita, con un richiamo alla diffusione delle cure palliative e della terapia del dolore e alla necessità di una formazione capace di affrontare le trasformazioni introdotte dalla tecnica nel nascere e nel morire.
Nel corso dei lavori è stato approvato anche il tema del XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà a Orvieto dal 23 al 26 settembre 2027: «Unum corpus, multi sumus. L’Eucaristia segno di unità e fermento di pace». Un appuntamento pensato come tempo forte di preghiera, riflessione e carità, nel segno della sinodalità e della pace.
Il comunicato finale restituisce così il quadro di una Chiesa chiamata a tenere insieme annuncio e ascolto, formazione e pensiero, sinodalità e rinnovamento, cura delle persone e responsabilità verso il mondo. Una prospettiva che parte dalla vita concreta delle comunità e guarda alle sfide del presente con l’obiettivo di rendere sempre più riconoscibile, nelle relazioni e nelle scelte quotidiane, l’umanità generata dal Vangelo.
Daniela Corvi
