Verso una “pace disarmata e disarmante”

“La pace sia con te!”. Papa Leone apre il messaggio per la Giornata mondiale della pace con le stesse parole del suo primo saluto come Vescovo di Roma, le stesse del Cristo Risorto ai suoi discepoli, per significare che chi accoglie queste parole già sta realizzando un cambiamento, la “rivoluzione silenziosa” della pace. Il dono della pace si è trasmesso attraverso la storia fino a noi e oggi Papa Leone incoraggia a riconoscere che “la pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince”, pur consapevoli che è sempre presente il pericolo di cedere a rappresentazioni del mondo distorte e a narrazioni prive di speranza. Questo perché la pace è una meta che si raggiunge attraverso un cammino, che può essere sostenuto dal ricordo dei testimoni che l’hanno già percorso, ma che non è privo di ostacoli in un mondo in cui si considera una colpa il non prepararsi per la guerra, in cui le spese militari sono aumentate enormemente ed in cui lo sviluppo dei rapporti tra i popoli è condizionato dalla paura del dominio dell’altro. Per sfuggire a questi rischi, Papa Leone ricorda le parole di Sant’Agostino, «chi ama veramente la pace ama anche i nemici della pace», invitando alla costruzione di ponti attraverso l’incontro e l’ascolto delle ragioni dell’altro.
In questo tempo dedicato alla celebrazione dell’Incarnazione, è molto suggestivo il passaggio del messaggio del Papa che collega la bontà disarmante al Dio che si è fatto bambino alla fragilità umana che ha il potere di renderci più lucidi rispetto a ciò che dura e a ciò che passa, a ciò che fa vivere e a ciò che uccide.
In riferimento alla pace disarmata e disarmante, Papa Leone ricorda che il suo predecessore Giovanni XXIII, nella enciclica Pacem in Terris del 1963, fu il primo a sostenere l’esigenza di un disarmo integrale, possibile solo passando da una concezione della pace fondata sull’equilibrio degli armamenti ad una fondata sulla vicendevole fiducia. Il Papa esorta nel messaggio le grandi religioni a farsi carico di questo servizio all’umanità, vigilando “sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole”. Purtroppo non è sempre così ed accade che la fede sia trascinata nella contrapposizione politica, fino a benedire i nazionalismi e a giustificare la violenza e la lotta armata. Il Pontefice invita tutti i credenti a rifiutare queste “forme di blasfemia”, per costruire la pace con la testimonianza personale, coltivando la spiritualità ed il dialogo ecumenico e interreligioso.
Non manca nel messaggio per la pace un forte richiamo all’importanza della dimensione politica, incoraggiando chi ha responsabilità ad operare per la pace attraverso la via disarmante della diplomazia, della mediazione e del diritto internazionale, animati dal desiderio della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche, basati sulla mutua fiducia, sulla sincerità nelle trattative e sulla fedeltà agli impegni assunti, riaffermando l’importanza del ruolo delle istituzioni sovranazionali.
“Possa essere questo un frutto del Giubileo della Speranza, che ha sollecitato milioni di esseri umani a riscoprirsi pellegrini e ad avviare in sé stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere adempiendo le sue promesse”.

***
Giornata mondiale e celebrazioni diocesane per la pace

La prima Giornata mondiale della pace fu celebrata da Papa Paolo VI il 1° gennaio 1968. Nel suo primo messaggio per l’occasione esprimeva il desiderio che “ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa – all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo – che sia la pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire”. Da allora i Pontefici che si sono succeduti affidano ogni anno il 1° gennaio ai fedeli, ai capi di Stato e a tutti gli uomini un messaggio per la pace, focalizzando di volta in volta un aspetto particolare.
Nei primi giorni dell’anno la nostra diocesi sottolinea la Giornata mondiale della pace con una celebrazione per la pace a San Marino e una nel Montefeltro, nel corso delle quali il Vescovo consegna il messaggio del Papa ai rappresentanti delle istituzioni locali. Si tratta di un gesto che simboleggia l’adesione della comunità cristiana alle indicazioni del Pontefice, ma anche il desiderio che il messaggio per la pace possa essere accolto da tutta la comunità civile rappresentata dalle sue istituzioni.
Le celebrazioni diocesane 2026 si sono svolte il 4 gennaio presso la chiesa parrocchiale di Fratte di Sassofeltrio ed il 6 gennaio presso la Basilica di San Marino, alla presenza delle massime autorità civili e militari.

condividi su