Pregare, aprire gli occhi e lasciarsi coinvolgere

Commento all’intenzione del Santo Padre per maggio

Nel mese di maggio, il Papa invita i fedeli a pregare perché a tutti sia garantita un’alimentazione dignitosa, richiamando l’attenzione su una delle contraddizioni più evidenti del nostro tempo: da una parte lo spreco di cibo, dall’altra milioni di persone che non hanno accesso al necessario per vivere. Questa intenzione di preghiera non è solo spirituale, ma profondamente concreta: chiede una conversione del cuore che si traduca in gesti di carità.

Le povertà di oggi non sono soltanto materiali. Accanto alla fame, crescono l’isolamento, la precarietà, la solitudine di chi non riesce a provvedere a sé e alla propria famiglia. Ci sono anziani che rinunciano ai pasti, famiglie che scelgono tra pagare le bollette e fare la spesa, giovani senza lavoro stabile, persone che vivono lavori intermittenti o sottopagati. A queste fragilità si aggiungono nuove forme di vulnerabilità, spesso silenziose, che chiedono attenzione e risposte concrete.

In questo contesto nascono esperienze significative come gli empori solidali, luoghi in cui la carità si unisce al rispetto della dignità della persona. Qui le famiglie in difficoltà possono accedere a generi alimentari e beni di prima necessità attraverso un sistema che consente loro di scegliere ciò di cui hanno realmente bisogno, evitando sprechi e favorendo responsabilità. Gli empori sono anche spazi di incontro e ascolto, dove si costruiscono relazioni e si intercettano bisogni più profondi.

La diocesi di San Marino-Montefeltro ne sostiene due, a Novafeltria ed a San Marino, segni concreti di una Chiesa che si fa prossima. Attorno a queste realtà, insieme ai Centri di Ascolto Caritas, operano circa 120 volontari: uomini e donne che ogni giorno donano tempo, competenze e attenzione. Il loro lavoro non si limita alla distribuzione dei beni, ma comprende l’accoglienza, l’ascolto delle storie personali, l’accompagnamento nei percorsi di difficoltà e il sostegno verso una maggiore autonomia.

Pregare, allora, significa anche aprire gli occhi e lasciarsi coinvolgere. La carità diventa condivisione, attenzione, responsabilità quotidiana. Ridurre lo spreco, sostenere chi è nel bisogno, promuovere una cultura della solidarietà: sono segni concreti di una fede che si fa azione e risposta alle necessità del nostro tempo.

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Luca Foscoli Direttore Caritas Diocesi San Marino-Montefeltro